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Il potenziamento di alcuni sottomarini giapponesi sta minacciando l'espansione navale cinese nell'Asia-Pacifico. Ecco che cosa sappiamo
La Cina continua a espandere la propria potenza militare nei mari del Pacifico. Con una flotta che supera già per numero di navi da guerra quella degli Stati Uniti - e l'obiettivo dichiarato di raggiungere le 435 unità entro il 2030 - la Marina dell'Esercito Popolare di Liberazione (PLAN) cinese sembrerebbe esser destinata a stabilire un crescente dominio nella regione. Tuttavia, mentre Pechino stringe i muscoli, un inatteso impulso strategico proveniente dal Giappone sta iniziando a preoccupare il Dragone. La vera minaccia, infatti, non arriva direttamente da Washington, ma da Tokyo. E risiederebbe in una mossa che riguarda alcuni particolari sottomarini...
Al netto di una flotta numericamente modesta (solo 24 sottomarini convenzionali), il Giappone è stato il primo al mondo a schierare operativamente battelli, come quelli di classe Taigei, equipaggiati con avanzatissime batterie agli ioni di litio. Ecco: come ha spiegato il portale Eurasiantimes, questa innovazione radicale elimina la necessità della propulsione AIP (Air-Independent Propulsion) tradizionale, garantendo ai sottomarini giapponesi un'autonomia in immersione fino a oltre un mese in modalità a bassa potenza e, soprattutto, un silenzio assoluto che li rende quasi impossibili da tracciare.






