Barche fatte entrare a forza in comuni container merci, infilate di sghembo, senza alcun tipo di protezione. Sostanzialmente nascoste, come nascosti sono i porti da cui partono. Sono i barchini che ogni notte partono da Misurata, Zahawia, Zwara, stracarichi di persone che sperano solo di riuscire a fuggire dalla Libia e dai suoi lager.

Nei pressi del porto di Misurata, la polizia libica ne ha trovate cinquantanove, e per questo – informa un comunicato del procuratore generale – sono state arrestate due persone, che avrebbero confessato di averne importate almeno 200, destinate ad altrettante traversate.

A darne notizia in Italia è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che con un post su X rivendica l’operazione come un successo, con tanto di foto.

Esattamente la stessa – giusto un po’ ritagliata – che è stata postata il giorno prima da Rgowans, account da cui per anni sono partite minacce all’indirizzo di don Mattia Ferrari, cappellano di bordo di Mediterranea, anche per questo finito sotto scorta. Secondo i magistrati, che lo hanno mandato a processo, dietro quel profilo ci sarebbe Robert Brytan, dirigente informatico che opera per una società che lavora per Frontex e ha accesso a quegli archivi.