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27 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 19:22

C’è un piccolo tassello legato a Cosa Nostra e alle stragi di mafia del 1992-93 che riemerge, più di 30 anni dopo, dalle inchieste sul traffico di droga nell’hinterland romano. Quel pezzo di puzzle porta il nome di Salvatore Spataro, 61 anni, palermitano, coinvolto nell’indagine sfociata nei giorni scorsi in 16 arresti ordinati dalla Procura di Roma ed eseguiti dalla Questura di Roma tra Latina, Aprilia e Nettuno (per Spataro l’istanza di arresto è stata respinta dal gip per “difetto dell’attualità delle esigenze cautelari).

Negli anni ’90, infatti, Spataro fu condannato, insieme a molte altre persone, per aver favorito la latitanza dei fratelli boss Giuseppe e Filippo Graviano, il primo dei quali, ricordano i pm della dda di Roma, “accusato da numerosi pentiti di aver azionato il telecomando utilizzato per far esplodere l’auto-bomba che causò la morte del magistrato Paolo Borsellino e degli uomini della scorta” e “ritenuto responsabile dell’omicidio di Salvo Lima”. Addirittura, secondo i pm, durante la latitanza Giuseppe Graviano utilizzava un documento d’identità falso intestato proprio a Spataro. Nel 1998 Spataro poi è diventato collaboratore di giustizia.