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Ultimo aggiornamento: 20:52
A parole la sicurezza dei cittadini è una bandiera della destra, i fatti – spesso – dicono il contrario. È successo anche giovedì, quando l’Aula della Camera ha respinto la richiesta di esame urgente di una proposta di legge del deputato M5s Federico Cafiero De Raho (ex magistrato e procuratore nazionale Antimafia) che prevede il ritorno alla perseguibilità d’ufficio di una serie di reati “di particolare allarme sociale”, per cui la riforma Cartabia del 2021 ha imposto la necessità di querela: lesioni personali, sequestro di persona, violenza privata, violazione di domicilio e furto aggravato. Sembra una questione tecnica, ma la ricaduta è molto pratica: la procedibilità a querela obbliga a liberare i delinquenti arrestati in flagranza se la vittima non può (o non vuole) denunciarli entro 48 ore, come accade spesso ai turisti vittime di borseggio nelle grandi città. E in ogni caso, senza la querela, né indagini né processi possono andare avanti. Un autentico salvacondotto per ladri e scippatori, che hanno imparato persino a denunciare i cittadini se li bloccano, visto che nessun privato può trattenere una persona per un reato non procedibile d’ufficio. I casi clamorosi di impunità dovuta alla nuova legge sono stati moltissimi e hanno riguardato furti negli alberghi, sottrazioni di energia elettrica, rapimenti e persino rappresaglie di mafia. La Lega ha già chiesto al governo di cambiare la legge, ma finora l’unica modifica è stata l’eliminazione dell’obbligo di querela per i reati ad aggravante mafiosa e terroristica (incredibilmente compresi nella norma).






