L'inferno di fuoco che ha mandato in fumo sette delle 8 torri residenziali di Wang Fuk Court, nel quartiere Tai Po, a Hong Kong, con il bilancio delle vittime che è andato aggravandosi ora dopo ora fino a contare 83 morti nell'ultimo aggiornamento, è adesso anche oggetto di un'indagine per chiarire l'ipotesi di "possibile corruzione nei grandi lavori di ristrutturazione", mentre sono scattati tre arresti.

A poco più di 24 ore dal peggior incendio a Hong Kong dal 1948 (quando esplosione e fiamme uccisero 135 persone), l'ultimo bollettino serale ha stimato in 83 i morti accertati e in 70 i feriti, inclusi 10 pompieri, mentre alcune decine di persone restano intrappolate all'interno degli edifici.

Ma i soccorsi hanno preso nuovo slancio dopo che i vigili del fuoco hanno salvato un uomo sulle scale del 16/mo piano della Wang Tao House, all'interno del complesso. Un miracolo, nel resoconto dei media locali. Resta il pesante nodo dei quasi 300 dispersi: ciascuna torre ha 31 piani, per un totale di 1.984 appartamenti e 4.600 residenti, secondo un censimento del 2021, ma non è chiaro quante persone si trovassero negli edifici al momento dello scoppio dell'incendio.

Mentre, stando a quanto riferito dalla Farnesina, non risultano esserci cittadini italiani tra le vittime e i feriti. La polizia, nel frattempo, ha arrestato tre uomini, di età compresa tra i 52 e i 68 anni, nelle prime ore di giovedì: un consulente tecnico e due dirigenti di un'impresa edile su cui pende l'accusa di omicidio colposo. In una conferenza stampa nelle prime ore del mattino, la sovrintendente capo Eileen Chung ha detto che i vigili del fuoco sospettavano che, piuttosto che le tradizionali impalcature di bambù rimaste in gran parte in piedi, le reti protettive, le maglie e i teli di plastica sistemate sugli edifici per i lavori di ristrutturazione partiti dal 2024 non fossero conformi ai requisiti di sicurezza antincendio. Chung ha aggiunto che gli agenti hanno trovato pannelli di polistirolo all'esterno delle finestre degli ingressi degli ascensori su ogni piano dell'unico edificio scampato all'incendio. Una protezione per impedire che i detriti rompessero le finestre. "Ma tutti sanno che il polistirolo espanso è materiale infiammabile che può accelerare la propagazione di un incendio", ha notato la sovrintendente, parlando di "gravi negligenze".