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Alle Gallerie d'Italia di Milano una grande mostra ripercorre la grande stagione napoleonica tra Roma e Milano, con capolavori di Hayez, Donatello e Giuseppe Bossi
Tra il 1796 e il 1814, mentre l’Europa era attraversata dalle trasformazioni napoleoniche, l’Italia visse una stagione artistica irripetibile. La mostra Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo, alle Gallerie d’Italia – Milano, ricostruisce questo momento fondativo della modernità attraverso oltre cento opere dalle più importanti istituzioni italiane e internazionali. Un grandioso percorso che mette in dialogo le due città che, più di ogni altra, seppero interpretare la nuova idea di bellezza e di nazione: Roma, custode dell’antico; Milano, laboratorio dell’Europa moderna. Fu in questi anni che il Neoclassicismo trovò la sua doppia anima. Da un lato la capitale pontificia, meta imprescindibile per generazioni di artisti, rinnovava il mito della classicità. Dall’altro Milano, divenuta centro politico della Repubblica e poi del Regno d’Italia, costruiva un linguaggio artistico che univa rigore formale, tensione civile e ambizioni urbanistiche inedite. L’Accademia di Brera, le manifatture, gli editori, i grandi progettisti come Antolini e i maestri della pittura – primo fra tutti Andrea Appiani – fecero della città un laboratorio culturale all’altezza delle grandi capitali europee. Al centro dell’esposizione si impone il Cavallo Colossale di Antonio Canova, simbolo perfetto delle aspirazioni e delle contraddizioni dell’età napoleonica. La sua storia, ricostruita da Francesco Leone, è un intreccio di politica, arte e destini mancati.






