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Ultimo aggiornamento: 17:18
In Italia il numero delle nascite non è mai stato così basso, mettendo a rischio il debito pubblico e la coesione sociale. E’ l’allarme lanciato giovedì dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante l’apertura degli Stati generali della natalità per l’auditorium della conciliazione di Roma. La ricetta del Quirinale per invertire la rotta è chiara: più servizi pubblici per sostenere le famiglie e aiutare i genitori, ma anche stipendi più alti. L’evento, organizzato dalla Fondazione per la Natalità presieduta da Gigi de Palo, si concluderà venerdì. Il capo dello Stato ha aperto il convegno mettendo tutti in guardia: il calo della natalità “inciderà sulla sostenibilità dei conti pubblici, oltre che sulla coesione intergenerazionale”.
La premessa sono i dati Istat, con le nascite al minimo storico: nel 2024 il numero medio di figli si attesta a 1,18, in flessione sul 2023 (1,20). L’anno scorso le nascite sono state 369.944, in calo del 2,6% sul 2023 (una contrazione di quasi 10mila unità). Ma nel 2025 l’Italia arretra ancora: in base ai dati provvisori, da gennaio luglio le nascite sono circa 13mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2024 (-6,3%). Se si fanno meno figli, non è perché le nuove leve sono più egoiste e meno inclini ai sacrifici della genitorialità: lo disse il presidente del Censis Giuseppe De Rita (padre di 8 figli) in un’intervista del 2020. Secondo Mattarella, “condizioni adeguate di retribuzione e sviluppo dei servizi sociali consentono orizzonti di vita nei quali è possibile orientare le proprie scelte verso la gioia di avere figli e non verso la rinuncia ad averne”. Ovvero, si fanno meno figli anche perché gli stipendi sono bassi e scarseggia l’assistenza dello Stato, mentre latitano asili nidi e aiuti per i genitori. Neppure i contratti di lavoro flessibili e a tempo sono un incentivo a fare figli. “Parliamo delle difficoltà della precarietà e dei bassi redditi, dell’ardua impresa di accesso a una abitazione nelle aree urbane, dalle carenze dei servizi che rendono difficile conciliare i tempi del lavoro con quelli della vita familiare e con la cura di familiari in età avanzata”, ha ricordato il presidente. Che sottolinea un altro aspetto decisivo: la difficoltà delle giovani coppie per acquistare casa, un tassello fondamentale per costruire una famiglia.














