Dal primo dicembre, a Rabat, apre la mostra fotografica "Marocco, Atlante sentimentale".

In 60 immagini scattate da Nicola Fioravanti, l'esposizione alla Galleria Bab Rouah restituisce ai visitatori un viaggio sentimentale tra i colori, la luce, le geometrie e i volti di un paese caro al fotografo italiano che vive a Parigi.

In Italia la mostra ha fatto tappa a Palermo, al Centro internazionale di fotografia Letizia Battaglia.

In Marocco arriva forte del sostegno del Ministero della Gioventù, della cultura e della comunicazione del Regno del Marocco e dell'ambasciata d'Italia a Rabat. La coincidenza vuole che si festeggino i 200 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Marocco e che il Marocco abbia appena toccato il traguardo del 50mo anniversario della Marcia Verde, ottenendo il riconoscimento internazionale della sovranità marocchina sul Sahara, sancito dalla Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Anche per questi motivi gli scatti di Fioravanti rimandano l'eco di un rimbalzo di idee, simbologie e coincidenze tra le due culture ai bordi del Mediterraneo. Le fotografie di Nicola Fioravanti catturano colori e volti del Marocco, ma il blu di Chefchauen, banalizzato da milioni di immagini turistiche sui social, riacquista spessore e verità, l'ocra di Marrakech si riappropria della storia che lo ha reso celebre e a Essaouira gli incroci di muri si sovrappongono agli incroci di sguardi. La sorpresa è che attraverso gli occhi di Fioravanti riconosciamo il surrealismo che abita il Marocco, l'espressionismo delle vie nelle medine, tra svolte nette e improvvisi cambi di colore, la metafisica delle kasbah del Sud.