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Ultimo aggiornamento: 14:04
In Appello non ha retto l’aggravante mafiosa ma i due ergastoli sono stati confermati. E’ l’esito del processo per l’omicidio di Bruno Ielo, l’ex carabiniere che in pensione gestiva una rivendita di tabacchi a Gallico, nella periferia nord di Reggio Calabria, e che è stato ucciso perché non ha voluto “piegare la testa” davanti al cognato di un boss della ‘Ndrangheta. La Corte d’assise d’appello ha confermato la sentenza di primo grado del dicembre 2022 disponendo il carcere a vita sia per il mandante che perl’esecutore materiale del delitto. Si tratta di Franco Polimeni e Francesco Mario Dattilo.
Cognato del boss Pasquale Tegano, il primo è ritenuto anche lui un pezzo da novanta degli “arcoti” pur non avendo mai riportato condanne definitive per associazione mafiosa. Dattilo, invece, per la sentenza, è stato il killer che sparò due colpi di pistola uccidendo il tabaccaio mentre rientrava a casa a bordo del suo scooter. Stando alla ricostruzione della squadra mobile, l’imputato pedinò la vittima con un mezzo a due ruote mentre Polimeni seguì entrambi a bordo di una Fiat Panda ripresa dalle telecamere lungo il tragitto fatto da Ielo prima di essere ucciso.











