«Condividere i bisogni per condividere la vita». Semplice, chiaro, profondo. È ciò che dice Marinella Ciarlo, presidente del Banco alimentare in Valle d’Aosta. Il suo pensiero indica il perché i lettori de La Stampa la premiano come “Valdostana dell’anno”. Parla fra bancali di cibo, scaffali alti sei metri con tonnellate di alimenti destinati a coloro che a fine mese non arrivano.
“Un premio al lavoro di tutti”
«Quando mi è stato comunicato di aver vinto un po’ mi sono vergognata e poi ho pensato di essere su “Scherzi a parte” – dice la presidente –. Poi però ne sono stata contenta perché è un premio al lavoro di tutti quanti, un premio indiretto anche a chi crede in questo nostro importante impegno». Gli aiuti che arrivano sono impilati con ordine in una parte del magazzino del Comune di St-Christophe riservato al Banco che all’inizio sembrava uno spazio gigantesco e che adesso avrebbe bisogno di qualche decina di metri quadrati in più. Perché a gennaio sono arrivati anche gli alimenti dell’Unione europea per 1.500 persone. Lavoro in più, burocrazia complessa, che obbliga a un impegno maggiore. «Ma lo si fa volentieri – dice la presidente –. Sappiamo bene per chi lo facciamo. Finora non ci eravamo rivolti all’Europa, ma le necessità, purtroppo, sono aumentate».







