“La natalità è un tema vitale per il nostro Paese e per l’intero continente europeo”.

Auditorium della Conciliazione. Stati generali della natalità. In una sala gremita da duemila giovani Sergio Mattarella ha lanciato un allarme: l’inverno demografico “inciderà sulla sostenibilità dei conti pubblici oltre che sulla coesione intergenerazionale”.

Un’analisi impietosa (in Italia la natalità con 1,13 figli in media per donna è ai minimi storici), ma senza proclami. “Il ruolo delle pubbliche istituzioni non è affatto indifferente, così come lo è la vitalità del tessuto economico: condizioni adeguate di retribuzione e sviluppo dei servizi sociali consentono orizzonti di vita nei quali è possibile orientare le proprie scelte verso la gioia di avere figli e non verso la rinuncia”. Insomma, garantire la genitorialità è dovere dello Stato. Ha citato l’articolo 31 della Costituzione.

Non abbiamo avuto mai così pochi giovani. Mattarella ha fatto notare che più i consumi sono alti, meno figli si fanno. Un’apparente contraddizione. In questi anni ci hanno salvato gli immigrati, alzando un po’ la media. “Bisogna parlare dell’integrazione dei migranti che con il loro lavoro contribuiscono al benessere della nostra società: si tratta di un contributo prezioso. Affrontare il tema della genitorialità non è in contraddizione con l’integrazione dei migranti e delle loro famiglie che contribuiscono al benessere della nostra comunità”.