Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, che difendono Andrea Sempio nell'inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi, spiegano che quelle apparse sui giornali sulla presunta compatibilità tra il Dna trovato sotto le unghie di Chiara e il Dna di Andrea Sempio "riguardano meri dati biostatistici" e "non una perizia completa".

"Anche ove fossero stati correttamente interpretati, non saremmo né sorpresi né preoccupati: sarebbe solo confermato quanto sostenevano, cioè che non è una comparazione individualizzante e, soprattutto , che il Dna è misto - osservano - : quindi se venisse confermato che l'autore dell'omicidio è uno non avrebbe già per questo valore probatorio. Ma, soprattutto, mancano i dati decisivi che rendano quel Dna probante rispetto all'omicidio: fu da contatto diretto fra i due corpi o da contatto con lo stesso oggetto? E quando avvenne il contatto? Senza queste risposte ogni valutazione è affrettata".

Un risultato quando è "in condizioni di criticità e non è consolidato" - perché il perito Francesco De Stefano nell'appello bis a carico di Alberto Stasi "l'ha ripetuto e non ha avuto lo stesso esito" - non è un "dato scientifico attendibile". Se nel 2014 quel materiale genetico, trovato sulle unghie di Chiara, dopo le analisi fu dichiarato "non consolidato" e non comparabile, quei dati documentali parziali non possono essere usati per una valutazione biostatistica, come fatto dalla perita nell'incidente probatorio, perché non hanno validità "scientifica" e sono "nulli". E' la valutazione, da quanto si è saputo, dei consulenti della famiglia Poggi.