Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Il rischio di interpretazioni fuorvianti scuote la maggioranza. Bongiorno: "Non si fa una norma in un'ora". Salvini: "Si rischiano le vendette". E la sinistra lo attacca
Non c'è troppo consenso sul "consenso". La modifica alla norma che dovrebbe far scattare il reato di violenza sessuale si presta a interpretazioni ambigue - tutte in carico al pm, costretto di fatto a "credere" a tutte le donne (lo dice il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia) - che rischiano di complicare le indagini anziché rappresentare un deterrente. "Quando si modifica l'elemento soggettivo del reato, come la consapevolezza del consenso o del dissenso, tocchi i nervi vitali del Codice penale", dice il Guardasigilli Carlo Nordio nel pomeriggio, chiarendo quali sono i dubbi della maggioranza espressi dal leader della Lega Matteo Salvini e suffragati dalla presidente della commissione Giustizia del Senato Giulia Bongiorno, che dei suoi dubbi su una norma potenzialmente imperfetta ha parlato - per esempio il passaggio "quando il fatto è di minore gravità" - con lo stato maggiore leghista. "Lo vogliamo scrivere, o vogliamo lasciarlo determinare a qualsiasi giudice? Non ho mai fatto una legge così importante in un'ora", ricorda il legale di Salvini nel caso Open Arms, che promette: "Faremo solo due audizioni tecniche per gruppo, in commissione la legge sarà pronta a gennaio e a febbraio potrebbe già esserci l'approvazione in Senato". Ma per entrare in vigore dovrà tornare alla Camera.









