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Ultimo aggiornamento: 14:37
“Qui c’è un punto: l’incoerenza totale. Non si può dire una cosa e poi, quando vai al governo, fai esattamente l’opposto, perché significa che stai prendendo in giro gli italiani”. È l’accusa rivolta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commentando la manovra economica del governo. Ospite di Dimartedì (La7), il sindacalista commenta un elenco di incoerenze ormai celebri della premier rispetto alle sue posizioni passate.
Il nodo focale è il pacchetto di misure fiscali al centro del dibattito parlamentare: accise su gasolio e sigarette, tasse sugli affitti brevi, sulle banche, sui dividendi delle holding, imposta di soggiorno sugli alloggi turistici, fino alla stretta sui piccoli pacchi extra-Ue e all’innalzamento dei limiti all’uso del contante. Ed è proprio su accise e contante che il leader sindacale richiama due episodi emblematici.
“Se penso alle accise su gasolio e sigarette, ricordo ancora i video di quella che oggi è presidente del Consiglio che spiegava che lei non l’avrebbe mai fatto”, afferma Landini, rievocando il filmato del 25 maggio 2019 in cui Giorgia Meloni, allora all’opposizione, attaccava il governo Conte I e l’allora ministro dell’Economia Giovanni Tria per l’ipotesi di aumenti sulla benzina. Oggi, osserva Landini, il quadro si ribalta.






