Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Oggi Andrea Orlando dichiara il suo no assoluto alla modifica del Rosatellum: eppure solo pochi anni fa i dem facevano a gara per cambiare al più presto il sistema di elezione del Parlamento
Ma quanto è bello il Rosatellum bis! Questa esclamazione è diventata ormai il mantra di un centrosinistra che si sta aggrappando ai successi ottenuti dal campo largo alle ultime elezioni regionali nel Centro-Sud d'Italia (tra l'altro ampiamente prevedibili e scontati) per potere sperare a una vittoria alle Politiche del 2027 mantenendo in vigore l'attuale legge elettorale. Lo ha dichiarato in maniera chiara un autorevole esponente del Partito Democratico come Andrea Orlando: "Il centrodestra lo sappia: questo sistema di voto non si cambia".
Motivo? In base ai risultati registrati nelle consultazioni locali soprattutto in Campania e in Puglia (le cui dinamiche alle urne non possono minimamente essere messe sullo stesso piano per la scelta del prossimo Parlamento) e i sondaggi, i partiti di opposizioni sono tutti in brodo di giuggiole in quanto convinti che - con l'ammucchiatona totale in un'unica coalizione - possano beffare Giorgia Meloni e sottrarne seggi nei collegi uninominali. Peccato che, giusto fino a pochi anni fa, diversi rappresentanti del Pd volessero a tutti i costi modificare al più presto una legge elettorale voluta nel 2017 dagli stessi dem (non a caso il "Rosatellum" prende il nome da Ettore Rosato, ex renziano di ferro e ora calendiano). Andiamo con ordine.






