A45 anni di distanza dalla sera in cui il Dc9 dell'Itavia, partito da Bologna e diretto a Palermo, esplose nei cieli di Ustica con 81 persone a bordo, continuano a non avere un nome i responsabili di quella strage.

LE PRIME TAPPE - Inizialmente si pensa a un cedimento strutturale, ma c'è chi ipotizza che a causare l'esplosione siano stati una bomba o un missile.

A luglio 1980 sui monti della Sila viene ritrovato il relitto di un Mig 23 libico e si sospetta che l'aereo abbia avuto un ruolo nella tragedia.

L'IPOTESI DEL MISSILE - Nel 1982 la commissione ministeriale scarta l'ipotesi del cedimento strutturale e propende per quella di un'esplosione: una bomba posizionata all'interno o un missile. Due anni dopo il giudice istruttore Vittorio Bucarelli dispone una nuova perizia affidata a una commissione e si decide di recuperare il relitto. Nel 1989 la commissione sposa la tesi del missile ma qualche mese dopo due dei cinque componenti cambiano idea e parlando di una bomba. A luglio Bucarelli, accusato dall'ex ministro Amato di essere un bugiardo, si dimette. Al suo posto arriva Rosario Priore. Nel 1992 una settantina tra ufficiali e sottufficiali dell'Aeronautica militare vengono accusati di depistaggi, distruzione di prove e falso.