Dalla maglia indossata da Usain Bolt alle Olimpiadi di Pechino del 2008, quando stabilì il record del mondo dei cento metri, agli affreschi sportivi della cosiddetta tomba delle Olimpiadi, prezioso gioiello etrusco per la prima volta fatto uscire dal museo nazionale di Tarquinia: racconta tremila anni di Giochi olimpici la mostra che la Fondazione Rovati di Milano ospita da domani al 22 marzo in occasione di Milano-Cortina 2026.

"I giochi olimpici.

Una storia lunga tremila anni' è il titolo dell'esposizione che racconta l'evoluzione dello sport ma anche e soprattutto alcuni suoi aspetti immutabili, a partire dai valori olimpici di "eccellenza, rispetto è amicizia" come ha sottolineato alla presentazione Jasmin Meichtry, del museo Olimpico di Losanna che ha coprodotto la mostra con la fondazione Rovati e il museo Cantonal de l'archeologia et d'histoire di Losanna.

Nelle cinque sezioni le medaglie olimpiche, istituite nel 1896, si trovano accanto a raffigurazioni delle coro e di ulivo consacrate a Zeus che andavano ai vincitori in epoca antica, le torce olimpiche (da quella di Berlino 1936, anno in cui furono istituite a quella di Milano Cortina) rievocano le lampadoforie.

Ad accogliere i visitatori nell'atrio la tuta autografata di Alberto Tomba indossata a Nagano 1998, il testimone con cui l'Italia ha vinto l' oro nella staffetta alle Olimpiadi 2020 autografata da Jacobs e compagni, i guantoni da boxe di De Coubertin sono accanto a reperti greci, etruschi e romani che testimoniano l'interesse nello sport in tutta le epoche.