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Ultimo aggiornamento: 8:12
Spinge le persone ad acquistare ciò che non avevano programmato, intensificando il desiderio di avere prodotti in sconto e a tempo limitato e così intaccando i loro risparmi. Può provocare emozioni intense e negative come rabbia e frustrazione, sia per la paura di perdere una presunta opportunità, sia per la realizzazione di aver comprato una cosa inutile e sbagliata. Infine, rischia di impattare sulle persone psicologicamente fragili e con meno autocontrollo e al tempo stesso può persino indurre le persone a mettere in atto comportamenti socialmente “devianti” pur di raggiungere lo sconto.
Per gli studiosi di psicologia sociale e del consumo, insomma, il Black Friday – divenuto ormai una Black Week – rischia di produrre una serie di effetti psicologici nefasti. Ai quali si aggiungono quelli più etici ed ecologici sottolineati dal mondo del consumo sostenibile e dell’ambientalismo, dalla svalutazione del lavoro al greenwashing.
La letteratura scientifica degli ultimi dieci anni è puntellata di analisi del Black Friday come uno dei fenomeni che più mette in atto meccanismi di pressione sui consumatori. Pressione addirittura fisica, oltre che psicologica. In un interessante studio della Cornell University, “Social Force Model parameter testing and optimization using a high stress real-life situation”, viene analizzato un video reale di una folla all’apertura di un negozio durante il Black Friday, modellandola con il “Social Force Model”, un modello usato per simulare comportamenti di folla in situazioni di stress o panico. Lo studio mostra che il comportamento dei consumatori in certe situazioni di Black Friday può assomigliare ad una “evacuazione”: molti entrano rapidamente, alta densità di persone, forte “pressione fisica” oltre che psicologica.














