Vaccinarsi o non vaccinarsi per l’infuenza: per molti questo è ancora una dilemma. Nonostante le chiare raccomandazioni degli esperti, in tanti sono infatti ancora dubbiosi su cosa fare. Spesso questi dubbi sono legati a una serie di perplessità, tutte lecite, che possono essere facilmente risolvibili. A fare chiarezza sui 5 interrogativi più comuni, offrendo un supporto a tutti coloro che desiderano prendere una decisione informata, è Carlo Federico Perno, direttore di Microbiologia e diagnostica di Immunologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Conviene vaccinarsi lo stesso, anche se si pensa di aver già avuto l'influenza? È la classica situazione di chi ha avuto un brutto raffreddore o un malessere sospetto.
Influenza, non basta curare il virus
"Ma aver avuto i sintomi influenzali non significa aver avuto l'influenza", chiarisce subito Perno. "La sintomatologia influenzale è praticamente la stessa, anche se lieve, di decine di altri virus che colpiscono l'organismo. Questi virus (parainfluenzali, rhinovirus, ecc.) - aggiunge - danno sintomi simili, ma sono totalmente diversi dal vero virus influenzale", aggiunge. Questo significa che non si ha la certezza di essere protetti dal virus influenzale. "Per questo motivo, conviene vaccinarsi anche in caso di precedenti malesseri 'sospetti', per ottenere la protezione specifica contro i ceppi influenzali", sottolinea l'esperto. Cosa succede se si viene colpiti dall'influenza pochi giorni dopo la vaccinazione? "Assolutamente niente di male", rassicura Perno. "Il vaccino impiega dai 10 ai 21 giorni per fare effetto, mediamente 14-15 giorni, per stimolare completamente il sistema immunitario. Se ci si contagia prima che la protezione sia completa - continua - non succede nulla: ci si ammala semplicemente".








