TORINO – «Le regole dell’Unione Europea sull’auto sono sbagliate». Il presidente di Stellantis, John Elkann, parla da Torino, di fronte all’ingresso della storica palazzina uffici di Mirafiori, dove sono partiti i lavori di riqualificazione per riaprirla nel 2027, e accanto ad un esemplare della nuova 500 ibrida. Modello che, tornando dalla Polonia in Italia, promette di dare «libertà di scelta» a chi non è pronto per una vettura elettrica. Auto che ha già permesso di avviare l’assunzione di 400 persone e su cui scommette lo stabilimento torinese per rilanciare la produzione, arrivando a 100 mila unità all’anno e a un doppio turno a partire da marzo.

Elkann da Torino, dove «batte il cuore Fiat», guarda a Bruxelles dove la Commissione, guidata da Ursula von der Leyen, sta studiando un cambio di rotta. Elkann non rinnega quello che Stellantis ha fatto sul fronte della mobilità a batteria, «il futuro sarà elettrico», ma ora è necessario andare incontro alle richieste del mercato per evitare che quello che si trova alle sue spalle possa scomparire come gran parte dell’industria dell’auto del Vecchio Continente.

Elkann: “L’Ue dialoghi sull’auto serve un piano di rottamazioni”

di Emma Bonotti