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Lunedì gli Stati Uniti hanno designato come ”organizzazione terroristica straniera” il “Cártel de los Soles” (“Cartello dei soli”), un’organizzazione venezuelana che, a detta dell’amministrazione di Donald Trump, si occuperebbe di narcotraffico e sarebbe guidata direttamente dal presidente del Venezuela, Nicolás Maduro (che quindi è stato indicato come capo di un’organizzazione terroristica). Gli Stati Uniti impongono da anni una taglia per l’arresto di Maduro, che di recente è stata aumentata a 50 milioni di dollari. Il segretario di Stato Marco Rubio ha definito Cártel de los Soles «una delle più grandi organizzazioni criminali dell’emisfero occidentale».

C’è solo un problema: molti esperti sono scettici sul fatto che questo Cártel de los Soles esista davvero. Per molti, l’insistenza dell’amministrazione Trump sul Cártel de los Soles è un altro modo per fare pressione sul regime di Maduro, che però si basa su presupposti errati e che anzi rischia di distogliere l’attenzione dall’effettivo problema di corruzione e narcotraffico che esiste nel paese.

I primi riferimenti all’esistenza di un Cártel de los Soles furono fatti in Venezuela negli anni Novanta, ma il termine diventò popolare nel paese negli anni Duemila e ha cominciato a essere usato all’estero soltanto negli ultimi anni. Il primo documento ufficiale statunitense che ne fa menzione è del 2019.