In due giorni prima la Fed e poi la Bce si sono riunite per prendere e comunicare le decisioni di politica monetaria. Entrambe avevano due quesiti, identici ed in sequenza, a cui rispondere: abbassiamo o no i tassi di interesse? Qualunque sia la decisione, spieghiamo in modo trasparente e completa la scelta? Alla prima domanda, le due banche centrali hanno dato la risposta opposta: la Fed ha abbassato, la Bce no. Alla seconda domanda invece all’unisono la risposta è stata negativa: un silenzio assordante, scandito dal solito usurato ritornello: “prendiamo decisioni volta per volta, e non prendiamo impegni sul futuro”.

Il punto di partenza è scoprire innanzitutto cosa la Fed e la Bce hanno in comune. In generale, ci sono quattro caratteristiche che le rendono simili. Primo: l’ obiettivo è quello di stabilizzare la congiuntura, quando si verificano eventi rilevanti di natura economica, finanziaria, ma anche politica, o naturale – come pandemie, o calamità – che allontanano la crescita economica, e/o l’inflazione, dal loro sentiero ottimale. La Bce deve concentrarsi sull’inflazione, la Fed deve dare un occhio anche all’occupazione. Rispetto a tali scostamenti, o gap, che rappresentano di volta in volta rallentamenti o raffreddamenti dell’economia, le banche centrali devono reagire nel modo più appropriato.