SACILE (PORDENONE) - Immaginatevi la faccia stupita degli addetti ai vari servizi presenti in stazione, qualche giorno fa, quando al loro arrivo mattutino hanno trovato la sala d'attesa chiusa con un lucchetto e dentro, tranquillamente addormentato, un giovane in compagnia del suo rottweiler. Il ragazzo si era chiuso dentro, usando un robusto anello di plastica e metallo, del tipo di quelli buoni per salvaguardare le biciclette. Non è chiaro se per non essere disturbato, per timore che il suo non trascurabile cane potesse azzannare qualcuno o se per evitarne la fuga. Di certo si tratta dell'ultimo episodio in ordine di tempo di una stazione ferroviaria per la quale i sacilesi oggi reclamano a gran voce quei lavori di sistemazione inseriti in più piani annuali e sempre rimandati.

Anche perché nel frattempo sono fuori servizio sia la sala d'attesa che i bagni, in entrambi i casi con un semplice cartello che indica la necessità di manutenzioni. «È un problema soprattutto quello dei bagni - racconta Lorenzo, titolare del "Parlami", il bar interno alla stazione -. Per la sala d'aspetto meno perché qualche posto a sedere c'è comunque e casomai, capita con dei ragazzi delle scuole, li lascio sedere a uno dei miei tavoli anche se non consumano». Certo l'accoglienza dei passeggeri non rientra tra i compiti del bar che dalla mancanza dei bagni può solo ricavare una perdita secca. «È probabile che se restano chiusi a lungo, più di qualcuno rinunci all'abitudine di fermarsi e tiri dritto». Entrambi i bagni risultano sotto chiave da un paio di settimane, anche se l'ultimo danneggiamento riguarda esclusivamente la parte maschile.