Si diceva: l’andamento delle elezioni regionali servirà a chiarire alcuni rapporti di forza nei partiti e a ridefinire gli equilibri. E così è stato. Primo dato: Fratelli d’Italia rispetto a 5 anni fa cresce (dal 6,8% del 2020 con 23.688 voti, ai circa 47mila, quasi 18% di ieri) ma a livello complessivo non supera la Lega, salvo casi come Chioggia, dove il testa a testa si risolve a favore dei meloniani (e per il sindaco Mauro Armelao è un segnale).
Il Carroccio tiene lo scettro di partito più votato, trascinato dall'effetto Zaia. L'ex governatore nella città metropolitana conquista circa 33mila voti, con exploit a Venezia città (6.928 preferenze). Dato, questo, che riapre i giochi per la candidatura a sindaco nella primavera del 2026. E già che ci siamo, il capoluogo merita un approfondimento particolare, perché era da questo voto che si doveva capire cosa succederà da qui ai prossimi mesi in chiave elezioni comunali. Effetto Zaia, si diceva: con il bottino veneziano, l'ex governatore può permettersi di aspettare l'investitura da tutto il centrodestra, avendo di fatto conquistato il via libera anche dai concorrenti interni più accreditati, i Fratelli d'Italia. Davanti a una candidatura di Zaia sostenuta da cotante preferenze, sia Raffaele Speranzon sia Simone Venturini potrebbero fare un passo indietro, o di lato. Con il secondo, però, che potrebbe non escludersi del tutto, ma restare - con un ruolo pesante - come anello di congiunzione con l'amministrazione Brugnaro. Ipotesi, per ora.















