Esce il nuovo libro curato dal giornalista Claudio Cabona in cui il rapper milanese Marracash si racconta attraverso la genesi dei tre album che più hanno segnato la sua carriera
La copertina del nuovo libro su Marracash curato da Claudio Cabona
Genova – Un autentico viaggio nella musica. Un dialogo costante tra l’uomo e l’artista, un’immersione nel processo creativo – a tratti tortuoso e doloroso – che lo ha condotto alla scelta più difficile: essere se stesso, senza compromessi. A guardarsi dentro con coraggio, tra luci e ombre.
Per la prima volta Marracash si racconta in un nuovo libro, “Qualcosa in cui credere” (Rizzoli Lizard), nelle librerie da oggi, martedì 25 novembre. Lo fa ripercorrendo tre album manifesto della sua carriera – Persona (2019), Noi, loro, gli altri (2021) ed È finita la pace (2024) – che hanno segnato profondamente la sua crescita professionale e artistica. Affidandosi alla penna del giornalista Claudio Cabona, il rapper milanese, cresciuto nel quartiere Barona, si racconta tra analisi dei testi aneddoti, scatti di backstage e riflessioni più intime attraverso tre album che hanno scritto la storia del rap.
“Ho seguito da vicino il percorso che ha portato Marracash a diventare l’artista che è oggi, il primo rapper a riempire gli stadi, a ottenere premi di altissimo livello e a vincere il Premio Tenco. Un artista che, pur essendo dentro un genere, ha raggiunto livelli da rockstar”, racconta il giornalista Claudio Cabona, autore e ideatore del docufilm “La nuova scuola genovese”, che mette a confronto il grande cantautorato ligure con il rap contemporaneo, e coautore con Paola Zukar, di Testi Espliciti (Mondadori, 2024).







