Se il tumore del retto risponde alle terapie pre-operatorie fino a non essere più visibile, allora è possibile evitare l’intervento, seguendo il paziente nel tempo con attenti controlli. La conferma per un cambiamento importante della pratica clinica per questa neoplasia arriva dallo studio italiano No-Cut pubblicato oggi su Lancet Oncology. I dati indicano che questa opzione può riguardare un quarto dei pazienti. Ovvero: in un paziente su quattro è stato possibile ottenere una remissione completa del tumore senza chirurgia. Parliamo, nello specifico, di tumore del retto localmente avanzato, uno stadio che non è più iniziale ma non è ancora metastatico, e che in Italia viene riscontrato in circa un terzo dei 14 mila nuovi casi annuali. Potenzialmente, quindi, questa possibilità riguarda 3.500 persone l’anno.
Tumore del colon, studio italiano svela come muta il suo Dna
di Tiziana Moriconi 22 Maggio 2025
Così cambia il protocollo
Il trial clinico è stato guidato dall’Ospedale Niguarda e dell’Università di Milano, con il sostegno di Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e della Fondazione Oncologia Niguarda. “Complessivamente, l’approccio validato dalla sperimentazione clinica No-Cut rappresenta un progresso significativo per le persone affette da carcinoma del retto ed è una pietra miliare dell’oncologia - dice Salvatore Siena, direttore dell'Oncologia Falck all'Ospedale Niguarda di Milano, ordinario di Oncologia Medica dell’ateneo meneghino e coordinatore dello studio - I dati emersi dimostrano infatti che, quando le terapie preoperatorie eliminano il tumore, la chirurgia può lasciare il posto a un attento follow-up, offrendo così la possibilità di guarire senza necessità di intervento. I risultati raccolti hanno infatti confermato la sicurezza di questa strategia, che è diventata un’opzione consolidata nelle linee guida terapeutiche per il carcinoma del retto”.







