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Ultimo aggiornamento: 10:56
La Spagna, quest’anno, ha festeggiato i primi 20 anni della legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, ma in Europa ci sono ancora paesi che non riconoscono questo diritto. Da oggi però c’è una sentenza che stabilisce che i paesi devono riconoscere le nozze celebrate in un altro stato. Una rivoluzione che potrebbe abbattere alcuni muri e facilitare il percorso di approvazione in altri.
La Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che uno Stato membro non può rifiutarsi di riconoscere il matrimonio tra due cittadini Ue dello stesso sesso se quell’unione è stata legalmente celebrata in un altro Paese dell’Unione, nell’esercizio della libertà di circolazione e soggiorno.
Il verdetto riguarda il caso di una coppia di cittadini polacchi, sposati in Germania, che aveva chiesto la trascrizione del certificato di matrimonio nel registro civile polacco. Un passaggio fondamentale per ottenere il riconoscimento dell’unione nel loro Paese d’origine. Le autorità polacche avevano però respinto la richiesta, sostenendo che la legislazione nazionale non prevede il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il giudice nazionale ha quindi chiesto un pronunciamento alla Corte di Lussemburgo, che ha dato torto alla Polonia: negare il riconoscimento – affermano i giudici europei – viola sia la libertà di circolazione e soggiorno garantita ai cittadini Ue, sia il diritto al rispetto della vita privata e familiare.











