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Ultimo aggiornamento: 9:37

Cristian Chivu ricomincia da tre. Purtroppo per lui. Perché il ‘tre’ è indice delle sconfitte negli scontri diretti, quelli persi contro Napoli, Juventus e Milan, nel derby. La quarta è stata contro l’Udinese, meno influente a livello di una classifica che ora rappresenta i nerazzurri al quarto posto, a -3 dalla Roma (l’unica che ha battuto quando l’ha affrontata) e a -1 proprio da Napoli e Milan. Nulla di irreparabile, anzi: l’identità dei nerazzurri anche nel derby si è vista. Nel bene, come nel male.

Il problema è proprio questo. Anche il derby è stato interpretato con il solito copione: l’Inter si è dimostrata aggressiva e ha mostrato tutte le sue caratteristiche principali, che riguardano soprattutto l’attenzione al gioco nel terzo offensivo. I dati infatti confermano questo: in Serie A, nessuno, a parte Inter e Roma, staziona così avanti sul campo di gioco, cosa che porta molto in avanti il baricentro della squadra ed espone a una serie di rischi in fase difensiva. Non è nemmeno un caso che l’Inter di Chivu, rispetto a quella di Inzaghi, abbia aumentato anche la media dei falli a partita (13,46 contro 10,61, dati Soccerment), di cui molti nel suo terzo offensivo. Cosa vuol dire? Che di fronte a un rischio di contropiede, i centrocampisti o gli esterni che rientrano commettono sùbito il classico fallo tattico. Solo, non è bastato.