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Il Gruppo contro ogni forma di violenza anche con una guida pratica per riconoscere i segnali

Nel rosso che avvolge le stazioni italiane c'è un richiamo antico, un segnale che non ammette distrazioni. Il Gruppo FS ha scelto di illuminare trenta facciate ferroviarie, da nord a sud, come se ogni binario potesse diventare una linea di confine tra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere. Il rosso è memoria e monito, è la traccia visibile di una ferita che il Paese continua a portarsi dietro, una cicatrice che ogni giorno si riapre nei nomi delle donne uccise, ferite, cancellate.

Il gesto non è solo simbolico. È un modo per dire che lo spazio pubblico appartiene anche alla responsabilità comune, a quel patto implicito che ci lega gli uni agli altri. A Milano Smistamento e a Firenze Santa Maria Novella compaiono due nuove panchine rosse, luoghi di sosta e insieme memoriali. Alla sede centrale del Gruppo FS, invece, le scarpette rosse posate da lavoratrici e lavoratori assumono la forma di un rito laico, un piccolo altare collettivo dedicato a chi non ha più voce. Non c'è retorica: ci sono gesti.