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In Italia sono più di 6 milioni le donne tra i 16 e i 75 anni che hanno subito un'aggressione fisica o sessuale
Se non c'è un chiaro sì, tutto il resto è no, quindi violenza. Se non c'è consenso, è stupro. C'è chi la parola consenso l'ha messa tra due virgolette. Ma non ci sarebbe niente da virgolettare perché non c'è niente da sottintendere. Dal latino cum sentire, la parola consenso ha un solo, chiarissimo, significato: sentire insieme. E con questo discrimine è stato dato il primo via libera, alla Camera, alla proposta di legge bipartisan che riscrive l'articolo 609-bis del codice penale sul reato di stupro. Il testo, approvato all'unanimità, è il frutto di un accordo ai vertici tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein che introduce nel codice il nuovo concetto di «consenso libero ed attuale» di cui bisognerà tener conto nei tribunali. Dimostrando, come era già stato fatto in passato, che ci sono temi su cui le donne sono sempre compatte, al di là di qualunque schieramento politico. «Un grande passo avanti per il Paese, una piccola grande rivoluzione culturale», esulta Schlein che spiega: «Su questo terreno bisogna saper mettere da parte le forti divergenze politiche che abbiamo e provare a far fare un salto in avanti al Paese».






