TREVISO - «Ricordo litigi in famiglia da quando avevo 7 o 8anni. Quando ne avevo 9 ho visto per la prima volta la polizia giù in cucina. Avevo sentito il rumore di oggetti che si rompevano. Di nuovo, nel giugno 2017 ho visto mio padre che spingeva mia madre e mio fratello ha chiamato i carabinieri. Dal divorzio in poi gli atteggiamenti denigranti e i messaggi offensivi di mio padre verso mia madre sono continuati. Quando ho iniziato a soffrire di disturbi alimentari e ho chiesto il consenso ai miei genitori per vedere uno psicologo, papà mi ha risposto “Solo se convinci tua madre a farmi vedere un giorno in più tuo fratello”. Alla fine non mi ha dato il consenso. Anzi, mi ha detto che se avessi fatto un’altra affermazione del genere mi avrebbe tirato uno schiaffo. Poi mi ha mandato messaggi in cui mi diceva che non mi avrebbe più pagato la scuola se mia mamma non gli faceva vedere mio fratello un giorno in più a settimana. E mi metteva in copia a tutte le mail offensive che le mandava».

Queste sono solo alcune parti della difficile e dolorosa testimonianza che ha reso ieri nell’aula della corte d’assiste del tribunale di Treviso la figlia 22enne di una 48enne di origine slovena e di un noto disegnatore di barche di lusso di 57 anni, anche lui sloveno, con studio nel Veneziano. La donna ha trascinato in tribunale l’ormai ex marito per rispondere delle accuse di stalking e del mancato pagamento degli alimenti.