Cori - «viva la resistenza, viva l’antifascismo sempre» - bandiere e lo striscione «Ancora fischia il vento». Così, una settantina di persone, esponenti della galassia no Tav, si sono radunate questa sera davanti alla biblioteca comunale di Susa per protestare contro la presentazione del libro Uccidere un fascista - Sergio Ramelli, una vita spezzata dall'odio di Giuseppe Culicchia.
«Lei e i suoi accoliti non siete i benvenuti in Val di Susa - ha detto un manifestante al megafono - neanche dietro il pretesto di presentare un libro. Noi non bruciamo i libri, come facevano i suoi amici tanti anni fa, noi siamo venuti qui perché la Val di Susa ha una tradizione partigiana e antifascista». Per gli esponenti del mondo no Tav il volume «si inserisce in una narrazione che tende a normalizzare l'ideologia fascista, a rimuovere la responsabilità politica e storica del neofascismo e a riscrivere la memoria collettiva di quegli anni».
Nel mirino non solo lo scrittore, ma anche l’assessore Maurizio Marrone: «La figura di Ramelli è da anni strumentalizzata da gruppi neofascisti, e la presenza di esponenti della destra radicale, come Maurizio Marrone, rende chiaro il tentativo di trasformare la presentazione in un'operazione politica».








