L'Honduras si prepara alle elezioni generali del 30 novembre in un clima di forte polarizzazione politica e di accuse incrociate di frode tra i tre principali candidati alla presidenza.

Per oltre sei milioni di elettori si tratta di un appuntamento cruciale: dalle urne usciranno il nuovo capo dello Stato, il Parlamento e le amministrazioni locali di un Paese segnato da instabilità, disuguaglianze e una profonda sfiducia nelle istituzioni.

A guidare la corsa sono Salvador Nasralla, noto volto televisivo e candidato del Partito Liberale; Nasry Asfura, imprenditore ed esponente del Partito Nazionale; e Rixi Moncada, candidata del partito di governo Libre (Libertà e Rifondazione) e figura di riferimento per la presidente uscente Xiomara Castro.

Nelle ultime ore di campagna elettorale, i tre si sono lanciati accuse dirette: Moncada ha descritto il voto come un confronto "tra il modello dell'oligarchia e quello della democrazia sociale", mentre Asfura ha invocato una mobilitazione "coraggiosa" contro "ideologie fallite".

Nasralla, da parte sua, ha denunciato aggressioni ai danni dei suoi sostenitori e ha accusato Libre di preparare presunti brogli con appoggi esterni.