Roma, 24 nov. (askanews) – Come Giovanni Spadolini “sapeva perfettamente, e lo dimostrò in concreto nella propria azione di governo, la tutela con cui molti ordinamenti proteggono l’autonomia della banca centrale non è, o almeno non è solo, questione di garantire la necessaria libertà di manovra a persone dotate di una specifica competenza tecnica. Questa esigenza vale in molti campi; la moneta qui non ha nulla di speciale. Quello che essa ha di speciale, specie da quando il valore del segno monetario si fonda solo sulla fiducia di chi lo usa nelle transazioni, è che l’autonomia è mezzo necessario per ottenere un fine preciso: assicurare il mantenimento di quella fiducia, consentire alla moneta di svolgere la propria funzione centrale in un’economia basata sugli scambi”. Lo ha sottolineato Luigi Federico Signorini, direttore generale della Banca d’Italia e presidente dell’Ivass, nel suo intervento a Firenze al convegno “L’autonomia della Banca d’Italia tra politica ed economia”, organizzato dall’istituzione e dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia in occasione del centenario della nascita dello statista, politico, storico e giornalista fiorentino.
Al convegno ha partecipato anche il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli.







