Maxi blitz dei Carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia di Roma Parioli, che stanno eseguendo un’ordinanza che dispone l’arresto per 18 persone. L’indagine, diretta dai magistrati del Dipartimento Criminalità diffusa e grave della procura di Roma, ha consentito di portare alla luce un gruppo criminale composto da soggetti di etnia rom del campo nomadi di via dei Gordiani, accusati, a vario titolo, di essere i responsabili di almeno 46 episodi accertati tra furti e rapine, oltre, in alcuni casi, ai correlati reati di sequestro di persona, ricettazione, danneggiamento e incendio. Nonostante gli arresti eseguiti nel corso dell’indagine per frenare la pericolosa scia di violenza registrata, gli indagati si riorganizzavano con estrema velocità, reclutando nuove leve. Le rapine in abitazione, destanti particolare allarme sociale, hanno visto spesso coinvolti anziani svegliati di soprassalto o sorpresi mentre guardavano la tv, minacciati — in una circostanza anche con una pistola — e costretti a consegnare tutto quello che possedevano, perlopiù in ore pomeridiane o serali. Diversamente, taluni degli indagati sono indiziati di furti in danno di esercizi commerciali quali sale giochi o bar tabacchi. Durante i colpi gli indagati rimanevano in costante contatto telefonico, consentendo ai Carabinieri che li intercettavano di ascoltare in sottofondo anche le voci e le urla delle vittime indifese. Durante le indagini sono emersi gravi elementi indiziari sul fatto che alcuni colpi fossero stati organizzati nei minimi dettagli con la regia telefonica di un uomo di etnia rom, detenuto presso il carcere romano di Regina Coeli. Delle 18 ordinanze eseguite, 15 sono in carcere, 2 ai domiciliari e 1 riguarda il Tribunale per i Minorenni di Perugia, che ha disposto l’arresto anche per un minorenne. Si tratta di un’indagine “voluta”, che ha coinvolto tutte le stazioni dei Carabinieri, poiché il fenomeno era diventato un vero e proprio allarme sociale. La strategia è stata condivisa dal prefetto di Roma Lamberto Giannini. L’indagine, avviata nel settembre 2024 dopo una rapina nel quartiere Nomentano e conclusa nell’aprile 2025, è stata condotta con l’ausilio di intercettazioni, telecamere investigative, analisi di tabulati telefonici e numerosi servizi di osservazione, pedinamento e controllo. Ha consentito di raccogliere gravi elementi indiziari sull’esistenza di un gruppo criminale dedito ad azioni predatorie in abitazioni e in esercizi commerciali.