Ergastolo con isolamento diurno per sei mesi: è la pena chiesta dal pm Paolo Verri, intorno alle 13,30 dopo tre ore e mezza circa di requisitoria, per Stefano Emilio Garini, consulente immobiliare di 62 anni ora in carcere, a processo in Corte d’Assise a Novara per l’uccisione della madre Liliana Agnani, pensionata ottantanovenne residente a Milano vista per l’ultima volta a casa il 18 maggio 2022, e le cui ossa sono state trovate vicino al Ticino a San Martino di Trecate. Sull’imputato, «che non ha manifestato alcuna forma di pentimento per l’accaduto, e ha anzi costruito un castello di menzogne», gravano le accuse di omicidio aggravato anche dalla premeditazione, truffa ai danni dello Stato e del Comune di Milano, autoriciclaggio e falso.

Ossa nel bosco, l’accusato si difende: “Ammetto solo di non aver dato a mia madre giusta sepoltura”

Il pubblico ministero ha riassunto tutti gli indizi che secondo la ricostruzione dei carabinieri e della procura portano a dire che non ci sono alternative a quella di un delitto programmato già alcuni giorni prima – ci sarebbe in sopralluogo a Trecate datato 15 maggio – con lo scopo non solo di incassare i soldi della pensione e dell’accompagnamento, e trovare una casa in cui garantirsi una sistemazione, ma anche di riagganciare i rapporti compromessi con la fidanzata torinese, in cui la presenza dell’anziana donna di cui prendersi cura si inseriva come un problema.