Brividi e vittoria. All’ultima pagina di un romanzo che ricorderemo a lungo, l’illusione di un altro clamoroso trionfo in Davis è diventata una splendida realtà: la squadra azzurra di Filippo Volandri, specchio di una Federazione che non ha più spazio in bacheca per infilarci i continui successi, ha centrato l’obiettivo di mettere nuovamente le mani sull’insalatiera d’argento, dopo la prima vinta dai moschettieri azzurri in Cile nel 1976 e le due targate Sinner&Co nel 2023 e del 2024. Imitando peraltro le ragazze azzurre che, poco più di un mese fa, hanno conquistato la Billie Jean King Cup in Cina.
Un’abbuffata impensabile sino a dieci anni fa per il nostro tennis. A Bologna, in un pomeriggio dapprima pieno di tensione positiva, poi solcato da qualche nuvola passeggera e poi chiuso in modo esaltante, è arrivata una palpitante vittoria sulla Spagna, sottolineando la grande salute del movimento tennistico azzurro, il migliore dei cinque continenti. Matteo Berrettini prima e Flavio Cobolli poi hanno matato Carreno Busta (83 del ranking Atp) e Jaime Munar (36) nei due singolari e scolpito nel marmo i destini della Davis 2025. «In questa vittoria c’è determinazione e talento», si è complimentata subito la premier, Giorgia Meloni. «Congratulazioni! Vi aspetto al Quirinale», ha aggiunto il capo dello Stato, Sergio Mattarella.













