Donald Trump ha ragione. Gli ucraini e gli europei precipitatisi a Ginevra per contrastare i punti chiave del suo piano di pace per l’Ucraina – cessione territorio, semi smilitarizzazione delle forze ucraine, garanzie internazionali all’acqua di rosa – esordiscono dandogli ragione. «Lavoriamo sul piano Trump», dicevano, mentre usciva un “piano europeo” che mostra quanta distanza li separi. I colloqui di Ginevra l’avrebbero ravvicinata. Vedremo se e quanto. Siamo entrati in fase di fitta diplomazia. Ma il punto di partenza rimane lo stesso: il presidente americano ha sempre ragione. Ha pienamente ragione quando dice che è ora di finirla col bagno di sangue, quantunque lo preoccupi molto meno altrove, vedi Sudan. Ma il Sudan è in Africa – sorvoliamo come chiamò l’intero continente nel 2018. In Ucraina, basterebbe che vi mettesse fine chi l’ha iniziato (e subito): Vladimir Putin. Kiev e la capitali europee lo chiedono da mesi: cessate il fuoco immediato. Garantirebbe quella fine del bagno di sangue che sta tanto a cuore al presidente americano. Senonché egli non dice a Putin di smetterla, dice agli ucraini di smettere di difendersi. Quando l’Ucraina abbia capitolato alle richieste di Mosca e non sia più in grado di difendersi, allora, certo, il bagno di sangue avrà fine. Su questo Donald Trump ha indiscutibilmente ragione.
Ma è tutto nelle mani del volubile Trump
Il presidente Usa Trump ha lanciatp un ultimatum a Kiev: deve accettare il piano americano in 28 punti s…











