Antonio Banderas e Spike Lee, uno di fronte all’altro, in ginocchio prima l’uno e poi l’altro per scambiarsi la Stella della Mole, vinta da entrambi, una piccola cerimonia improvvisata che ha infiammato la sala. Il divo spagnolo Banderas – omaggiato al Torino film festival per Dolor y Gloria di Pedro Almodóvar, ha ripercorso il suo legame con il nostro cinema, parlando in italiano: “Sono stato per la prima volta alla Mostra di Venezia nel 1985 per presentare Requiem per un contadino spagnolo, poi ci sono tornato per Donne sull’orlo di una crisi di nervi e tante altre volte”, spiegando, anche, perché l’Italia per lui resta un porto sicuro: “È sempre un piacere stare qui, è il Paese del cinema. La mia ammirazione per quello che ha portato al cinema internazionale è grandissima”. Era il suo debutto torinese: “Sono venuto a conoscere la vecchia signora. E sono particolarmente felice di essere su questo palco, perché ho cominciato in teatro e questo è davvero un teatro meraviglioso”. E sul presente ha aggiunto: “In questo periodo si parla tanto di intelligenza artificiale, il teatro è il luogo dove l’intelligenza umana viene esaltata”.
Spike Lee: “Faccio un film sulla storia del Viagra. Nulla contro Sinner, vorrei una sua racchetta”














