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Piantedosi respinge le accuse del sindaco emiliano: il vero obiettivo, dice, era impedire la partita del Maccabi, un “ricatto” inaccettabile. I danni vanno pagati da chi li ha causati, non dallo Stato
Un ricatto a cui uno Stato non può sottomettersi. Può essere sintetizzato così il pensiero del governo sui fatti di Bologna. Il ministro degli Interni Matteo Piantedosi sentito dal Tg1, è tornato sulla vicenda degli scontri tra pro Pal e polizia a margine della sfida di Eurolega tra la Virtus e gli israeliani del Maccabi. Il titolare del Viminale rispedisce così al mittente le accuse del sindaco di Bologna Matteo Lepore che ha parlato di "gestione sconsiderata" dell'ordine pubblico. "Credo", ha detto Piantedosi, "che tutto sottendesse il reale obiettivo di affermare il principio che non dovesse giocare una squadra israeliana a Bologna ed era un ricatto che mettevano in campo coloro i quali hanno fatto quello che poi abbiamo visto e noi non potevamo accettarlo".














