Nel 62° anniversario dell’assassinio di John F. Kennedy (22 novembre 1963), la nipote Tatiana Schlossberg ha scelto di condividere con il mondo la sua condizioni di malata di un cancro terminale. In un lungo articolo pubblicato sul New Yorker, la giornalista ambientalista racconta una vicenda che è insieme personale, familiare e politica perché sceglie di attaccare direttamente le politiche anti scientifiche dello zio Robert Kennedy jr, ministro della Sanità dell’amministrazione Trump.
La diagnosi
Tatiana, figlia di Caroline Kennedy e di Edwin Schlossberg, ha 34 anni e una diagnosi che la pone davanti a un anno di vita stimato: leucemia mieloide acuta con una rara mutazione, una forma di cancro che colpisce prevalentemente persone anziane. La scoperta è arrivata nel maggio del 2024, subito dopo la nascita del suo secondo figlio, quando il medico ha notato un numero anomalo di globuli bianchi. Da allora, la sua vita si è trasformata in un susseguirsi di cicli di chemioterapia, trapianti di cellule staminali — il primo da sua sorella, il secondo da un donatore non imparentato — e sperimentazioni cliniche: “Avrebbe potuto tenerla in vita per un anno, forse”, racconta, citando le parole del suo medico durante l’ultima sperimentazione. “Per tutta la vita ho cercato di essere buona, di essere una brava studentessa, una brava sorella e una brava figlia, di proteggere mia madre e di non farla mai arrabbiare o turbare. Ora ho aggiunto una nuova tragedia alla sua vita, alla vita della nostra famiglia, e non c’è niente che io possa fare per impedirlo”.














