Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
La persecuzione di chi crede in Cristo non va di moda e continua sotto silenzio
Red week, la settimana che ricorda il sangue versato dai cristiani nel mondo, si conclude oggi. E ha coinvolto 13 Paesi con 100 eventi, a cominciare dall'Italia, per denunciare la persecuzione, i massacri, le discriminazioni subite dai cristiani nel mondo. Ne avete sentito parlare? Poco o niente. Si sono riversati in piazza folle in segno di vibrante protesta, come per il massacro a Gaza? Assolutamente no, anche se per la prima volta, bontà loro, la sede a Bruxelles del Parlamento europeo si è illuminata di rosso. E lo stesso hanno fatto Palazzo Chigi e altri edifici pubblici in Italia ricordando il sangue dei cristiani versato nel mondo.
La persecuzione di chi crede in Cristo non va di moda e continua sotto silenzio. La sveglia deve darcela il presidente Donald Trump con la denuncia del "genocidio" in Nigeria. Forse esagera perché tagliagole islamici e pastori jihadisti massacrano pure i musulmani, ma almeno se ne parla senza tanti fronzoli politicamente corretti. Nel mondo 413 milioni di cristiani vivono in Paesi dove la libertà religiosa è sotto tiro secondo il rapporto 2025 di Aiuto alla chiesa che soffre. E la metà è direttamente esposta alla persecuzione.






