di luca guerra

Cade anche l’imbattibilità casalinga, una fra le poche certezze del Bari in questo campionato. Biancorossi sconfitti per 3-2 dal Frosinone in una partita che ha evidenziato una netta differenza tra le due squadre. Idee chiare per quella allenata da Massimiliano Alvini, tanta confusione in quella di Fabio Caserta. Il 3-5-2 biancorosso è durato otto minuti, quelli sufficienti per sfiorare il gol con Moncini e vedersene annullare uno firmato da Pagano (fuorigioco di Gytkjaer). Poi il Frosinone ha trovato praterie per innescare Ghedjemis e Kvernadze, capaci di surclassare la smarrita difesa guidata da Vicari (fra i peggiori in campo). I colpi di testa di Raimondo e Bracaglia hanno evidenziato i limiti sul gioco aereo, l’1-3 di Ghedjemis al 42’ del primo tempo è la sintesi delle voragini di una porta battuta 19 volte in 12 partite. A tenere in piedi il Bari fino all’intervallo sono stati Verreth, a segno su punizione, e Castrovilli, al primo gol dal ritorno in Puglia nel recupero con una bella incursione da destra. Encefalogramma piatto nel secondo tempo: quattro sistemi di gioco cambiati e una sola occasione, fallita da Maggiore. Frosinone vittorioso e i 28 tiri (a 10) sono la testimonianza del dominio gialloazzurro. Per il Bari 13 punti in classifica, in zona salvezza, e soltanto fischi dai 10mila di un San Nicola sempre più cattedrale nel deserto.