"La sinistra non è tanto preoccupata che vinca la Meloni, ma vuole dare continuità al fatto che ci sia sempre in Parlamento una maggioranza di centrosinistra quando si deve votare per la presidenza della Repubblica». Tiziana Maiolo, storica ex deputata di Forza Italia, legge così la spinosa vicenda di Francesco Saverio Garofani, il consigliere del Capo dello Stato finito nella bufera per qualche confidenza di troppo sul governo di centrodestra.

Negli anni Novanta Maiolo fece scalpore per essere partita da Rifondazione comunista ed essere approdata al Cavaliere. Al di là degli insulti dei suoi ex compagni «progressisti», quella esperienza le ha consentito di leggere le situazioni romane con un doppio punto di vista, sicuramente più disincantato. E infatti, ospite di Paolo Del Debbio a 4 di Sera, su Rete 4, parte proprio dal suo vissuto per avanzare un dubbio pesante: forse la questione non riguarda solo Garofani. Il Quirinale, sottolinea «è un organo di garanzia ma non sempre, e non sto parlando del presidente Mattarella che stimo - puntualizza -. Parliamo di qualche presidente precedente. Io ero in Parlamento quando c’era il presidente Scalfaro, ho vissuto certe cose e non è che non me le ricordo. Mi ricordo il 1994 ma anche il 2011, prima c’era la Lega scissionista e dopo c’era lo spread». Ogni occasione è stata colta al balzo per azzoppare il centrodestra. E qualsiasi riferimento a Giorgio Napolitano non è casuale.