Crescita nei ricavi, sul territorio e nei servizi. Questa la rotta che traccia Giangiacomo Ibba, presidente e amministratore delegato di Crai Secom, struttura che operativamente gestisce il brand Crai, durante l’annuale convention con i soci del gruppo, presente in Italia con una rete di circa 1.800 punti vendita, prevalentemente negozi di prossimità.

«Quest’anno il fatturato raggiungerà i 3,2 miliardi, con una leggera crescita - dice a Il Sole 24 Ore Giangiacomo Ibba -. La previsione per il 2026 è di 3,8 miliardi mentre nel 2027, quando terminerà il piano quinquennale “CraiFutura”, puntiamo ai 4 miliardi che potrebbero diventare 4,5». Il gruppo ha anche un obiettivo più ambizioso: migliorare i profitti del sistema. «L’Ebit di sistema entro il 2027 dovrà passare dall’attuale 1,7% al 5-6% - continua l’ad -. Si dovrà lavorare sull’efficientamento dei processi, in particolare la logistica e l’organizzazione del personale impiegato nei punti vendita, il controllo di gestione. Siamo già intervenuti per migliorare la produttività con il recupero di circa 600 milioni».

In questo percorso di rinnovamento Crai entra nel mercato dei servizi puntando per il momento sull’energia con “Crai Energy” e “Crai Voce”. Crai Energy è una joint venture con la società svizzera Enet Energy attiva nel settore dell’energia e delle materie prime, con sede a Lugano. Enet Energy ha un giro d’affari di 10 miliardi di euro ed è specializzata nella fornitura di gas naturale in tutta Europa. A partire dal prossimo anno i punti vendita Crai proporranno forniture luce e gas. «Saremo la prima realtà della Gdo in Italia ad operare direttamente come player nazionale nel mercato della fornitura di luce e gas ai clienti finali - spiega Christian Crepaldi, ad di Crai Energy -. Il negozio del socio Crai verrà percepito come smart hub multiservizi e, soprattutto, genererà nel tempo ricavi extra».