«Ho detto quello che pensano tutti e che dico da sempre: l’uomo da millenni è abituato a dominare. Volermi attribuire ciò che non ho detto è una miseria argomentativa. Anche se mi riconosco una dote, quella di essere chiaro, a volte anche troppo». Così il ministro alla Giustizia Carlo Nordio, a margine del Forum di Stresa, risponde alle polemiche sulla frase «Il codice genetico dell’uomo non accetta la parità», che ha scatenato la bufera.
Violenza maschile e radici culturali
«Come al solito molto rumore per nulla, io ho detto quello che pensano tutti e dico da sempre. Che la violenza maschile nei confronti della donna va contrastata in termini culturali, naturalmente con le leggi, la repressione e il codice rosso. Ma si tratta di codice culturale perché l’uomo da millenni è abituato a dominare. Noi fino a 50 anni fa abbiamo avuto nel codice il delitto di onore, un crimine che consisteva nella impunità del marito che uccideva la moglie nel momento in cui ne scopriva “l’illegittima relazione carnale”. Quindi un maschilismo che affonda le sue radici così in modo profondo da poter essere combattuto solo in termini culturali».
Separazione delle carriere e polemiche
Il ministro Nordio interviene anche sulla separazione delle carriere: «Sì, è una strada lunga, sarà costellata ovviamente di polemiche, finché queste polemiche resteranno nell’ambito del tecnicismo giuridico e costituzionale, saranno benvenute e saranno sicuramente utili, l’importante è che non si trasformino in polemiche politiche e soprattutto in un referendum pro o contro il governo perché sarebbe assolutamente improprio».










