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Ultimo aggiornamento: 17:20
di Enzo Boldi
“Anche se oggi l’uomo accetta, e deve accettare, questa assoluta parità formale e sostanziale nei confronti della donna, nel suo subconscio, nel suo codice genetico trova sempre una certa resistenza“. Queste le parole del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nel corso della Conferenza internazionale contro il femminicidio.
Dunque, seguendo pedissequamente la teoria del Guardasigilli, la prevaricazione – fisica e psicologica – dell’uomo ai danni della donna deve essere ricercata all’interno del nostro codice genetico. Quindi: sei maschio? La natura ti spinge a non accettare la parità (in tutti gli ambiti della vita) con una donna. Colpa della genetica, secondo Nordio. Non c’entrano nulla gli aspetti culturali. Non c’entrano nulla quei retaggi storici che hanno spinto l’essere umano a fondare società basate su uno scevro e dannoso maschilismo. Tutta colpa di quel gene di darwiniana memoria difficile da estirpare. Eppure la realtà dei fatti racconta una storia – spesso tragica – molto differente rispetto a questa paradossale “giustificazione” data dal Ministro Nordio proprio nel corso di una conferenza contro i femminicidi, alla vigilia della settimana in cui si celebrerà la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.












