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Ultimo aggiornamento: 7:20
“Fin dalle prime pagine, il suo romanzo ha rinunciato alla tradizionale linearità del racconto, ha rimescolato tempi e luoghi in sprezzo a qualsiasi logica, lasciando che i personaggi prendano la direzioni più inaspettate. Sembra quasi che l’autore si sia fatto carico di esporre la realtà vera della guerra, farne a pezzi l’immagine stereotipata. Capitolo dopo capitolo, scrive della guerra in modo profondamente personale, come se fosse stata una guerra sua e soltanto sua (…) il mestiere di scrittore lo ha trascinato di fronte all’abisso dell’esistenza, senza possibilità di esonero, di fuga, di miracolo. Deve affrontare questa sfida da solo, è il suo ultimo dovere di soldato.”
Il dolore della guerra, di Bao Ninh (traduzione di Carlo Prosperi; Neri Pozza Editore), non è un romanzo di guerra nel senso epico o celebrativo del termine; è un reportage viscerale dall’interno di un’anima in frantumi, quella del soldato Kien, uno dei soli dieci sopravvissuti di un battaglione di cinquecento del Vietnam del Nord. Pubblicato originariamente in Vietnam nel 1991, l’opera di Bao Ninh, lui stesso veterano dell’Esercito Popolare Vietnamita, ha scandalizzato la narrativa ufficiale di Hanoi, offrendo una prospettiva cruda, universale e profondamente non ideologica del conflitto.






