Il gestore, per il Consiglio di Stato, è sempre tenuto a identificare de visu gli ospiti. Non basta l’invio dei documenti, ma l’uso della tecnologia per il riconoscimento è lecita

Annullata la sentenza del Tar del Lazio della scorsa primavera suI check in remoto per i clienti dei B&B

Roma – ll Consiglio di Stato, accogliendo le istanze del ministero dell'Interno e di Federalberghi che si dicono molto soddisfatti, ha annullato definitivamente la sentenza del Tar del Lazio della scorsa primavera che aveva sospeso l'efficacia della circolare del Viminale sul riconoscimento de visu per tutti i clienti dei B&B e per gli affitti brevi in generale. Il gestore, dunque, è sempre tenuto a identificare de visu gli ospiti e non può quindi limitarsi alla semplice ricezione dei documenti.

Ma esultano anche Airbnb & Co che fanno notare come Palazzo Spada nella sentenza scrive anche che a rigor di logica, l'identificazione de visu "non si esaurisce giocoforza nella verifica analogica in presenza" ma che "attraverso le nuove tecnologie dell'informazione, potrebbe essere effettuata mediante appositi dispositivi di videocollegamento" purché idonei "ad accertare, hic et nunc, l'effettiva corrispondenza tra ospite e titolare del documento di identità".