Il Consiglio di Stato, accogliendo le istanze del Ministero dell'Interno e di Federalberghi, ha annullato definitivamente la sentenza del Tar Lazio del 27 maggio scorso che aveva sospeso l'efficacia della circolare del Viminale sul riconoscimento de visu degli alloggiati.

La decisione del massimo organo di giustizia amministrativa ribadisce dunque che i gestori di tutte le strutture ricettive, incluse le unità immobiliari destinate alle locazioni brevi, oltre a ricevere il documento d'identità dell'ospite e a trasmetterlo all'autorità di pubblica sicurezza, devono effettuare il riconoscimento delle persone alloggiate verificando la corrispondenza tra il titolare del documento e l'effettivo ospite della struttura.

Firenze, il Comune assume detective digitali per scovare gli affitti turistici irregolari

di Matteo Lignelli

20 Novembre 2025